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Intervista al Prof. Santo Marcello Zimbone - Preside uscente della Facoltà di Agraria

Bilancio attività complessivamente svolte, nell’ottica della continuità cosa sta consegnando al Prof. Gulisano?
Se è agli ultimi sei anni della Facoltà di Agraria che si vuol far riferimento, preferirei che un bilancio delle attività e dei risultati conseguiti fosse tracciato da altri, dagli Studenti, dai Colleghi, dal Personale e, più in generale dalla Comunità, che con maggiore disincanto possono tirare le somme da più punti di vista e con minori condizionamenti e autoreferenzialità. Comunque, per non sottrarmi ad un contributo di riflessione, mi limito a qualche flash di carattere generale, rimettendo ad altri una valutazione più approfondita, articolata e affidabile.
Ho l’impressione che in questi anni la Facoltà di Agraria, grazie all’impegno e all’attivismo dell’intera comunità accademica che l’ha sostenuta, abbia conseguito dei risultati e progressi che sono oggi il presupposto per un significativo salto di qualità. Diversi segnali ed elementi conducono all’impressione che Agraria abbia:
- guadagnato terreno e visibilità nel contesto regionale, sino al punto tale da trovare a volte anche difficoltà a cogliere e accompagnare le proposte esterne si cooperazione in diversi campi di attività, da parte di Enti, Istituzioni, mondo professionale, Imprese, mondo della Scuola, ecc.;
- avuto la determinazione, e forse la lungimiranza, di mantenere viva l’attenzione, l’impegno e l’attività in tutti i settori di sua storica competenza in ambito nazionale (settore agrario, alimentare, forestale e ambientale), sforzandosi di non lasciare nulla di intentato;
- sviluppato una significativa capacità di proposta e progettuale in varie direzioni (didattica, ricerca, servizi al territorio), mossa anche dall’esigenza, sempre più pressante anche in ambito universitario, di perseguire con sistematicità le opportunità per l’auto-sostegno finanziario delle proprie attività;
- creato un ambiente accogliente e stimolante per gli Studenti e occasioni di gratificazione, di specializzazione e di sbocco lavorativo per i Laureati;
- aperto le porte al mondo esterno e alle proposte di coinvolgimento in attività per la promozione e la diffusione della conoscenza, offrendo luoghi e occasioni di dibattito e di scambio culturale con la Comunità, anche nell’ottica di agevolare il contatto degli Studenti e dei Laureati con il mondo esterno.
Ho, d’altra parte, la consapevolezza che i risultati ed i progressi avrebbero potuto essere ben più ampi, efficaci e tangibili e, per questo, nutro la speranza che le gestioni e attività future siano in grado di valorizzare e concretizzare meglio le variegate potenzialità e peculiarità di questa realtà.

Quali iniziative ha intrapreso la Facoltà di Agraria per rafforzare la sua presenza sul territorio calabrese?
Il rafforzamento della presenza sul territorio calabrese è il frutto di azioni diversificate, quali la partecipazione a molteplici iniziative esterne, l’intensificazione delle attività di promozione e comunicazione, la collaborazione con il mondo professionale ed un crescente numero di Imprese, la conferma del polo didattico nel lametino, anche grazie ad un più stretto rapporto con l’amministrazione comunale e con la Fondazione Mediterranea Terina. Attraverso una continua interazione della ex-Facoltà con i 3 ex-Dipartimenti ad essa collegati, finalizzata a rafforzare il connubio tra didattica e ricerca come auspicato anche dai più recenti orientamenti universitari e politici, è stata perseguita, in coerenza con gli orientamenti regionali e la domanda di innovazione, la creazione di una rete con il mondo imprenditoriale nel comparto agroalimentare e con altri enti di ricerca. La rete è stata la base per la creazione di reti di laboratori e la linfa del “polo regionale per le filiere agroalimentari di qualità” avviato da circa un anno , assieme ad altri poli, grazie all’azione lungimirante dell’Amministrazione regionale. In fase di concretizzazione è anche la creazione in Calabria del distretto ad alta tecnologia agroalimentare che potrà ulteriormente valorizzare le iniziative già in corso di realizzazione.
Per la propria crescita scientifica e per far fronte agli impegni assunti e alle aspettative del territorio, Agraria potrà avvalersi a breve di una più ampia e adeguata dotazione strutturale di laboratori e attrezzature e di un’azienda agraria, frutto di diversi finanziamenti recentemente attivati a livello ministeriale.

Quali sono i numeri di Agraria oggi?
Per l’a.a. 2012-13 il complesso delle immatricolazioni ai quattro corsi di laurea e ai due corsi di laurea magistrale ammonta a oltre 330 unità, che superano il valore mediano nazionale per Agraria e si attestano sui valori massimi relativi agli Atenei con dimensioni simili al nostro. L’incremento dei nuovi ingressi, rappresentati quasi esclusivamente dalle immatricolazioni ai corsi di laurea triennale, è pari a circa il 50%, valore tra i più elevati per Agraria in Italia. Anche il numero di laureati conferma un trend positivo (con una crescita del 10% tra l’anno solare 2012 e il 2011). Nel loro complesso, questi dati quantitativi appaiono, a mio avviso, incoraggianti. Occorrerebbe, tuttavia, una analisi di dettaglio dei dati relativi ai singoli corsi di studio e, più in generale, dello stato e dei risultati della didattica, nei suoi molteplici aspetti. Immagino che da una tale analisi emergerebbero significativi margini di miglioramento sia nella qualità che nell’efficacia della didattica come nei tempi di apprendimento e nella riduzione dei tempi fuori corso. L’imminente programmazione didattica per l’a.a. 2013-14 e l’impegnativa attuazione delle direttive ministeriali su autovalutazione, valutazione e accreditamento dei corsi di studio potrebbero rappresentare utili occasioni di verifica e analisi approfondita su cui basare le misure e azioni migliorative.

Sulla base della sua esperienza quale azione consiglierebbe al nuovo direttore del Dipartimento di Agraria da intraprendere prioritariamente?
Credo che sia sufficiente, oltre che opportuno, tenere sempre presenti le finalità statutarie del dipartimento, che riguardano principalmente la qualità e l’efficacia della didattica e della ricerca; tutte le azioni che possono concorrere al perseguimento di queste finalità sono da considerare priorità, cui dedicarsi con quotidiano impegno e con determinazione. Parallelamente, occorrerebbe impegnarsi sempre più per ricercare e concretizzare occasioni e attività di servizio al territorio e al tessuto produttivo, dalle quali possono derivare benefiche ricadute anche sulla didattica e la ricerca.

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