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Green Economy. Un’economia che non conosce crisi |FOTO|

Agricoltura, Ambiente e Alimenti, le tre parole chiave che hanno costituito i cardini del seminario tenutosi nel Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria alla presenza di un folto numero di studenti provenienti da Istituti di istruzione secondaria della provincia reggina e di quelle limitrofe. Presenti all’incontro, esperti del mondo dell’agricoltura e dei green jobs, il Prof. Giuseppe Zimbalatti, Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, e il dott. Marco Gisotti, giornalista-divulgatore ambientale.

Apre la giornata il Direttore del Dipartimento, Prof. Giovanni Gulisano, che dichiara - oggi una vera e propria “Mission” verso i ragazzi, per dare loro la possibilità di fare una scelta veramente consapevole orientata, verso il campo dell’ “economia verde”e dei lavori che da essa ne derivano, non solo legati all'agricoltura.

Nel suo intervento il prof. Zimbalatti evidenzia - “L’iniziativa odierna vuole sottolineare le diverse opportunità di sviluppo economico e di occupazione per i nostri giovani in questo settore. La Calabria ha ancora evidenti margini di miglioramento e sviluppo nel campo dell'agricoltura, quindi parlare di opportunità di lavoro in questo ambito è reale. Noi viviamo in una Regione nella quale le peculiarità sono legate all’ambiente agricolo, forestale e al mare; queste potranno fornire delle reali opportunità occupazionali alle nuove generazioni solo se esse verranno opportunamente formate e in questo il Dipartimento Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria è riconosciuto come polo di riferimento nazionale."

La giornata odierna ci da l’occasione di far conosce una Calabria positiva che primeggia nel campo agricolo e forestale. Infatti circa il 47% delle esportazioni nazionali proviene dal settore agro-alimentare calabrese mentre oltre Il 2,5% degli impiegati “Green” in italia, è in Calabria, mentre il 43% è il tasso regionale relativo all’occupazione femminile nell’agricoltura (dati riferiti al 2011). La Calabria, inoltre, ha ottenuto ben 15 riconoscimenti ? in tali campi su 245 complessivi nazionali.

L’olio, il bergamotto, il caciocavallo, i fichi d’India, la cipolla rossa, la patata, sono solo alcuni esempi, dei nostri PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali).

Zimbalatti conclude – "da non dimenticare il patrimonio forestale della Calabria, ricco di biodiversità ma anche un importante comparto economico di rilevanza nazionale quale la pesca"

Il dott. Marco Gisotti, giornalista della Repubblica e conduttore di trasmissioni RAI sui temi dell'ambiente esordisce - “Oggi vi dovrò deludere perchè non parlerò di cattive notizie ma solo di positive. Infatti la della “green economy” in Calabria è in termini relativi più presente che nel resto di Italia. Consideriamo inoltre che in Europa l'Italia è uno degli stati con il maggior numero di lavoratori e di imprese verdi, una volta tanto siamo all’avanguardia!. Oltre 51% delle imprese italiane ha almeno un lavoratore verde, la green economy in Italia dà lavoro a 3 milioni di lavoratori con competenze verdi e ad altri 3 milioni e 600 mila che costituiscono l'indotto, (gli amministrativi che lavorano nel settore). Gisotti sottolinea un dato su tutti: il 22% delle imprese medio-piccole italiane oggi è un’impresa verde, questo significa che la green economy garantisce più lavoro, più stabilità, e soprattutto un reddito maggiore vista la professionalità e le specializzazioni che caratterizzano questo settore. Il settore agro-alimentare nel nostro Paese è l’unico che è in crescita in controtendenza rispetto a molti altri. Ma attenzione i profili ricercati sono quelli altamente specializzati, dalla produzione e la commercializzazione dei prodotti verdi, al turismo enogastronomico, all'esperto di produzione di bio-masse per la produzione energetica, all'esperto dei sistemi di trattamento di RSU (Ndr figure di cui la nostra Regione avrebbe veramente bisogno) ecco perchè ai giovani calabresi converrebbe specializzarsi in questi ambiti.

Conclude la giornata l’intervento del prof. Francesco Barreca - " Dovete imparare a vedere con i vostri occhi e non limitarvi solo a guardare il mondo che ci circonda. La Calabria offre opportunità lavorative nell'ambito dell'agricoltura e dell'ambiente inimmaginabili tocca a voi scoprirle, io sono fortunato perchè quotidianamente i miei studenti me li indicano dopo averli loro stesso sperimentati. Dalla realizzazione di microtunnel serra per la produzione di ortaggi in cortile, molto richiesti al nord, alla realizzazione di un azienda per l'allevamento di lumache a fini gastronomici, questi solo due esempi che ho conosciuto ieri. Ma ricordatevi potrete avere successo solo se sarete preparati e in questo ambito il Dipartimento di Agraria vi potrà offrire tutti i mezzi e le occasioni, ma voi dovete essere effettivamente motivati se no perderete solo tempo"

Di seguito interviste al dott. Gisotti e al prof. Barreca

D: Quali sono i dati di tendenza di lavori verdi in Calabria?

GISOTTI: «I dati del rapporto GreenItaly 2013 di Unioncamere e Fondazione Symbola (di cui Gisotti è fra gli autori, NdR) parlano da soli: la Calabria, in termini percentuali, è la regione numero uno in fatto di incidenza di assunzioni green con il 16,6% sul totale delle assunzioni non stagionali (seconda la Lombardia con il 14,9% e terza la Sardegna con il 14,2%). Che per una Regione il cui tasso di occupazione in termini assoluti è basso vuol dire che le competenze verde pagano.

E bene va anche alla Provincia di Reggio Calabria che, sempre in termini percentuali, è seconda con il 20,1% di assunzioni green sul totale di quelle non stagionali (prima è Ragusa con il 30, 4% e terza Bergamo con il 19,2%)».

D: E il settore agricolo calabrese è rappresentativo della green economy?

GISOTTI: «Certamente. Esperienze di chilometro zero e di qualità e soprattutto la produzione biologica rappresentano eccellenze locali non solo di tutto rispetto ma la linfa stessa della nuova occupazione regionale. Non è un caso che la Calabria sia la seconda regione in Italia nel biologico. Ma va anche ricordato che l’agricoltura e in generale tutta la filiera agroalimentare sono il settore primario dell’economia del nostro Paese ed è l’unico a poter vantare una crescita occupazionale, sia pure moderatamente, in aumento. In un certo senso potremmo dire che i lavori verdi in agricoltura valgono due valgono il doppio, perché sono ricercati sia in quanto legati ai mestieri dell’agroalimentare sia perché sono “green”!».

D: Quale ruolo gioco Il Dipartimento di Agraria nella formazione dei giovani che intendono trovare occupazione nella Green Economy?

BARRECA: di straordinaria importanza in quanto è l'unica istituzione Universitaria della nostra Regione che forma competenze nell'ambito della agricoltura, dell'ambiente e dell'agroalimentare. Inoltre le ricerche attualmente condotte in seno al Dipartimento, apprezzate a livello internazionale, sono per la maggior parte rivolte allo sviluppo sostenibile del territorio e dell'ambiente e inevitabilmente influenzano anche la attività didattica e formativa.

D: Ma Agraria ha ancora appeal nei giovani ?

BARRECA: certamente si, prova ne è che il numero degli immatricolati, a fronte di una diminuzione che nel sud ha superato il 30%, nel nostro Dipartimento è costante da diversi anni. Devo anche dire che oltre ad una accresciuta sensibilità dei giovani verso i temi dell'ambiente della natura è andato scemando il pregiudizio che il dottore agronomo si debba occupare solo delle produzioni agricole. Inoltre registro che molti nostri laureati trovano o si inventano una attività professionale spesso legata ai green jobs. Certo occorre sottolineare che per riuscire occorre avere prima di tutto interesse e passione , l'impegno dello studio diviene così più leggero. Ripeto sempre ai miei studenti che il segreto è "trovare il proprio metodo di studio", chi proviene dalla scuola deve avere la pazienza e la costanza di ricercarlo.

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