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Giuseppe Barbera e le mille buone ragioni per “abbracciare gli alberi”|RESOCONTO|

Martedì 27 marzo si è inaugurato il ciclo di Seminari “I paesaggi dei viventi”, organizzato dalla Biblioteca del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’iniziativa aderisce alla campagna nazionale “Il maggio dei libri 2018” e promuove una serie di incontri incentrati su testi legati da un filo tematico. Il primo ospite è stato Giuseppe Barbera, che ha presentato la nuova edizione del suo libro “Abbracciare gli alberi” (Il Saggiatore, 2017). Professore ordinario di Colture arboree all'Università di Palermo, Barbera è autore di numerosi volumi, alcuni dei quali insigniti di prestigiosi premi letterari. Per il FAI ha curato il recupero della Kolymbethra, Parco della Valle dei Templi di Agrigento (Premio Nazionale del Paesaggio 2017, Consiglio d'Europa). Il seminario è stato promosso in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria.
In sede introduttiva il Prof. Giuseppe Zimbalatti, direttore del Dipartimento, ha sottolineato la preziosità dei seminari della Biblioteca di Agraria, per l’interesse culturale dei temi e l’autorevolezza dei relatori. Il prorettore alla didattica, prof. Marcello Zimbone ha osservato che tali iniziative, oltre che integrare efficacemente le attività dei corsi istituzionali, costituiscono un’importante occasione di dialogo con la società locale; a dimostrazione di ciò, la presenza tra il pubblico di numerosi esponenti di associazioni culturali, come il FAI e il Touring Club Italiano.
Preliminarmente al seminario il Prof. Salvatore Di Fazio, delegato ai Servizi di Biblioteca, ha ringraziato l’Istituto Boccioni-Fermi da cui il Dipartimento di Agraria ha ricevuto la donazione di un patrimonio librario di oltre 400 titoli, diversi dei quali hanno grande interesse. Un saluto particolare è stato rivolto alle docenti della scuola presenti, prof.ssa Granata e prof.ssa Giuffré, e alla segretaria sig.ra Messineo. La dott.ssa Valeria Armagrande, responsabile della Biblioteca, ha quindi illustrato la possibilità di accesso on-line alle schede catalografiche dei testi ricevuti, i più pregiati dei quali sono stati esposti al pubblico nell’Aula Seminari. Dal Dipartimento di Agraria all’Istituto Boccioni-Fermi è stato donato, in segno di amicizia, un alberello di ulivo.
Il Prof. Di Fazio è poi passato a introdurre il tema del ciclo dei seminari: “Il paesaggio è al centro della nostra attenzione. Esso ci interessa come luogo di vita che nel tempo ha preso forma per l’interazione tra le sue componenti naturali e antropiche. Il nostro benessere fisico e spirituale ne dipende. Il paesaggio è continuamente modellato da chi lo abita - comunità di uomini, animali, piante - ma è esso stesso un sistema vivente, per il quale occorre garantire delle dinamiche equilibrate di cambiamento, governate da una giusta percezione collettiva”
Il prof. Giuseppe Barbera, presentando la nuova edizione di “Abbracciare gli alberi” ha detto: “Si tratta di una edizione che è stata aggiornata tenendo conto dei tanti cambiamenti intercorsi dalla prima edizione (1989). Il titolo è rimasto lo stesso, ma a distanza di quasi dieci anni il suo senso è mutato, al pari delle ragioni per cui occorre abbracciare gli alberi. Allora facevo un riferimento esplicito al movimento Chipko, nato in India a metà degli anni ’70 e poi diffusosi in altre parti del mondo. Era un movimento contadino di resistenza passiva: le donne si aggrappavano agli alberi per impedire i massicci interventi di deforestazione. Oggi dobbiamo continuare sì ad abbracciare gli alberi, ma come espressione di un patto diverso con essi: gli alberi sono infatti per noi l’alleato più importante per garantire la sopravvivenza della nostra specie, combattendo l’effetto serra, la fame e la desertificazione. Un alleato insostituibile”.
Quindi il prof. Barbera è passato ad illustrare la struttura del libro, articolato in sette capitoli: “I primi due provano a dire perché dipendiamo dagli alberi, i significati che in essi riconosciamo; provano e a spiegare cosa è un albero. Gli altri cinque, trattano degli alberi in relazione alle loro funzioni e ai contesti con cui interagiscono: nel frutteto, in giardino, in città, nel paesaggio e nel bosco. I titoli dei paragrafi sono frasi tratte dalle citazioni riportate: testi letterari, romanzi e poesie, saggi storici e filosofici dall’antichità ai nostri giorni. Il libro intende rievocare la ricchezza e la varietà delle esperienze umane che gli alberi hanno suscitato. L’uomo ha sempre avuto un rapporto privilegiato con gli alberi, che hanno contribuito ad alimentare in noi il senso del sacro e la dimensione culturale: è un rapporto con esseri viventi che ci costringono a guardare a dimensioni spaziali e temporali che eccedono la nostra misura. Cultura e coltura hanno la stessa radice. Con la parola libro diciamo tanto la parte interna della corteccia quanto l’oggetto con cui da secoli tramandiamo il pensiero”.
Barbera è poi passato a trattare le diverse funzioni che oggi gli alberi rivestono per la nostra società: “C’è innanzitutto una funzione utilitaria, poiché gli alberi ci forniscono ogni sorta di prodotti per nutrirci, costruire, realizzare oggetti e strumenti…Gli alberi hanno anche una funzione importante nella fornitura di servizi ecosistemici ambientali e socioculturali: sono insostituibili nel controllo dei cicli dell’acqua e del carbonio, migliorano la qualità dell’aria, aiutano a prevenire il rischio idro-geologico, offrono alle comunità luoghi piacevoli, contribuiscono al nostro benessere psico-fisico”
Il dibattito ha messo in luce come le città oggi tornino a investire in spazi e infrastrutture verdi. “Che oggi si facciano nuovi boschi e giardini urbani è molto positivo” ha detto Barbera, sottolineando però che “da questo punto di vista non sempre alla volontà di fare corrisponde l’utilizzo efficace di soluzioni e competenze specifiche. Troviamo così tanti alberi sbagliati messi al posto sbagliato! Senza tenere conto, poi, del fatto che gli alberi non sono oggetti di arredo urbano ma esseri viventi, che come tali devono essere conosciuti e trattati. C’è allora un grande fabbisogno di laureati e tecnici specializzati, quelli che anche ad Agraria vengono formati. Tecnici che sappiano orientare le scelte delle amministrazioni, progettare, gestire i programmi manutentivi”.
Interpellato sull’esperienza progettuale della Kolymbethra, nella Valle dei Templi, Barbera ne ha sottolineato la positività: “È stata un’esperienza emblematica, su cui le istituzioni locali in un primo tempo non hanno voluto scommettere. C’era un angolo di paradiso irrimediabilmente compromesso dall’incuria. L’intervento del FAI è stato decisivo, assieme a quello delle istituzioni regionali. Oggi il giardino fa più di 80.000 visitatori l’anno: vengono da ogni dove e pagano un biglietto per farsi inebriare dalla zagara. Ciò ci fa capire quale esperienza ogni giorno potremmo fare nelle nostre campagne, che invece abbiamo offerto all’erosione progressiva da parte di un’espansione urbana incontrollata. Pubblico e privato possono andare bene insieme. Una gestione oculata dei beni culturali e del paesaggio può produrre reddito e sviluppo”.


In allegato la pubblicazione digitale curata dalla Biblioteca di Agraria con il resoconto esteso del seminario del Prof. Barbera

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