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Agraria. Paolo Belloni e Anna Ferro hanno inaugurato il ciclo di seminari RETI della Biblioteca di Agraria. Tema: i giardini della biodiversità.

Mercoledì 10 aprile si è inaugurato il ciclo di seminari “RETI: Racconti di Esperienze Territori e Imprese”, promosso dalla Biblioteca del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il Prof. Leonardo Schena, vicedirettore del Dipartimento, ha rivolto un saluto di benvenuto ai relatori e al pubblico, attento e qualificato, e ha manifestato il suo apprezzamento per l’iniziativa e le attività della Biblioteca di Agraria.
Il primo seminario del ciclo, dal titolo “I giardini della biodiversità”, è stato svolto da Paolo Belloni e Anna Ferro che hanno presentato l’esperienza del Conservatorio botanico “I giardini di Pomona” (Cisternino, BR). Il Conservatorio, sito nel cuore della Valle d’Itria, tra le province di Brindisi Taranto e Bari, oggi ospita una collezione di oltre mille varietà di alberi tra frutto, tra cui 600 varietà diverse di Ficus carica, provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta di una delle più importanti collezioni presenti in Europa e nell’intera area mediterranea, dedicata a una delle piante più antiche coltivate dall’uomo. Il fico infatti è stata tra le prime colture, ma è anche una pianta da cui potrà dipendere il futuro alimentare dell’uomo. “Recenti ritrovamenti archeologici di fichi carbonizzati nel villaggio neolitico di Gilgal, nella valle del Giordano, fanno risalire la coltivazione del fico a oltre 11.000 anni fa. Si tratta di una pianta parsimoniosa e generosa – la definisce Belloni – che si adatta facilmente anche alle condizioni pedoclimatiche più estreme, che cresce anche dove l’acqua è carente o salmastra e ha una grandissima capacità di adattamento. In tempo di cambiamenti climatici rapidi e preoccupanti, il fico appare come una pianta strategica per il futuro”.
Dei fichi i relatori hanno evidenziato la versatilità funzionale: “Sono frutti buoni da mangiare, facili da essiccare e conservare. Possono essere trasformati e utilizzati in tanti modi, anche a vantaggio della salute: contengono infatti il doppio del potassio presente nelle banane, ma anche molto calcio e vitamine”. Sono quindi state presentate le caratteristiche salienti delle principali varietà e si è dato spazio anche alla presentazione di altre piante di particolare valore presenti nel conservatorio: tra esse un prezioso cachi di Nagasaki, diretto discendente di una pianta recuperata tra le macerie dopo l’esplosione nucleare del 1945. Nei Giardini di Pomona, al Conservatorio si affiancano attività di turismo sostenibile, a basso impatto, e di educazione ambientale. “Da noi - dice Belloni - vengono molti turisti stranieri dal nord Europa. Dalla Russia, ad esempio, dove i fichi sono molto apprezzati e vengono venduti a 100 euro al chilo, o dai paesi scandinavi e dall’Inghilterra. Gli inglesi, sono molto attratti dalle piante di agrumi, la bellezza dei frutti, le fragranze…. Poi abbiamo molti studenti che vengono dall’estero, sostenuti con programmi Erasmus, per conoscere e studiare le piante immersi nel rapporto con la natura e la cultura locale”. Il conservatorio è coinvolto inoltre diversi programmi di ricerca in collaborazione con diverse università italiane ed è condotto secondo forme sostenibili di coltivazione, in regime di permacoltura.
Nel suo intervento Anna Ferro ha sottolineato l’importanza dell’educazione ambientale rivolta ai bambini: “I bambini da noi vengono come alieni, preoccupati di non sporcarsi la maglietta griffata, di non mettere i piedi nella terra umida e non sedersi sull’erba. Non sono abituati ad un rapporto libero, fisico, con la natura. Questo rapporto lo imparano da noi attraverso giochi con cui si abituano a riconoscere le piante; li coinvolgiamo in una sorta di caccia al tesoro, dove il vero tesoro è la stimolazione della curiosità, l’approfondimento della capacità di osservazione, la conoscenza che apre allo stupore”. Alle presentazioni dei relatori è seguito un dibattito, cui tra gli altri hanno partecipato i proff.Vincenzo Tamburino e Leonardo Schena, il dott. Filippo Ferlito del CREA di Acireale e diversi studenti.
In conclusione il Prof. Salvatore Di Fazio, delegato ai servizi di Biblioteca del Dipartimento di Agraria, ha brevemente accennato al libro sui “Fichi di Puglia” di cui Paolo Belloni è coautore, richiamando l’adesione del Ciclo dei seminari all’iniziativa nazionale “Il maggio dei libri”. Il prossimo seminario (martedì 7 maggio, ore 16.15) sarà dedicato al tema delle fattorie sociali (titolo: “La biagricoltura sociale nel Mezzogiorno”) e avrà come relatori Salvatore Cacciola (Presidente Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale) e Luis Urra (Presidente Cooperativa sociale agricola Satyroi)

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